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Materiale |
acciaio argentato a fuoco |
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Luogo di marcatura |
Londra |
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Periodo |
circa 1816 |
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Argentiere |
T. Harwood |
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Modello |
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Tipo di lavorazione |
Argentatura cosiddetta Close plating |
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Dimensioni |
Altezza massima: cm 4,5; lunghezza: cm 17 |
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Peso |
105 g |
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Note |
Unico oggetto argentato presente nella mia collezione |
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Tipico smoccolatoio (candle snuffer) per la manutenzione alle candele in cera d'api ed agli stoppini, realizzato con la tecnica del Close plating (argentatura a fuoco dell'acciaio, vedi silver plate)) dall'argentiere londinese T.Harwood attorno al 1816. I marchi, sono in realtà degli pseudo hallmaks (vedi silver plate) e risultano molto meno chiaramente impressi che nell'argento sterling in quanto venivano praticati prima della ricopertura con lo strato di argento. I marchi comprendono il simbolo dell'argentiere costituito dall'intero nome impresso in due metà e ripetuto per due volte, un simbolo di derivazione alchemica ed una lettera J: il tutto per dare l'impressione di una serie completa di marchi di garanzia Contrariamente all'old Sheffield plating, il close plating non veniva utilizzato per risparmiare sull'argento, ma per dare ad alcuni oggetti (lame di coltelli e, appunto, smoccolatoi) una consistenza migliore di quello dell'argento sterling. Per la verità sono noti oggetti simili in argento, ma il meccanismo di taglio è sempre realizzato in acciaio argentato. Solitamente questi oggetti, destinati soprattutto a rifilare le candele ed a tagliare gli stoppini bruciati (a quel tempo gli stoppini non bruciavano completamente come nelle candele odierne), erano posizionati su appositi piccoli vassoi realizzati in old sheffiled plating e, più raramente, in argento. |
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